07
Mag

La sedia mancante di Ankara

La presunta de-escalation è stata condotta unilateralmente dalla Ue, confondendo aggressore con aggredito, parte lesa con parte offesa, con l’unico obiettivo di rabbonire le tempeste che Erdogan utilizza ciclicamente per propaganda interna e per stringere il cappio liberticida nel proprio paese, ai danni degli oppositori, delle minoranze etniche, delle donne, degli studenti, in un delirio di protagonismo della Turchia nel Mediterraneo e in medio-oriente che non trova alcun fondamento nè nella sua forza economica nè in quella militare. Quel protagonismo è esattamente il punto di crisi della politica estera della Ue. 

“Gli uomini offendono o per paura, o per odio”. Credo sia tutta in questa valutazione sulle virtù o i limiti del Principe elaborata da Machiavelli la traccia di discussione sulle relazioni tra Ue e Turchia, che ha trovato rappresentazione e sintesi nella ormai famosa fotografia irrituale che trae Ursula Von der Layen costretta alla seduta sul sofà, ai margini del palcoscenico riservato ad Erdogan e Michel. 

Non a caso uso le parole rappresentazione e sintesi, perchè onestamente meraviglia ci si potesse aspettare altro dalle relazioni tra Ue e Turchia se non l’offesa, lo “schiaffo” diplomatico e cerimoniale offerto in omaggio del pubblico ludibrio. Ma veniamo ai fatti, che contano sempre più delle polemiche che puntualmente si spengono quando vengono a noia. 

Negli scorsi mesi abbiamo assistito al perseguimento di una linea di politica estera dell’Ue, in particolare della Commissione e del Consiglio, e delle sue relazioni con la Turchia improntata alla de-escalation. La giusta preoccupazione per l’aggressività di Erdogan nel Mediterraneo orientale ha imposto una fase di dialogo con la Turchia per evitare che quell’aggressività potesse portare a tensioni non più controllabili, in un’area già calda per altre e note vicende. 

La Nato stessa ha perseguito l’obiettivo di raffreddare quelle tensioni. Così come era necessaria almeno una revisione e un adeguamento alla questione del contenimento del fenomeno migratorio in particolare dalla Siria, sulle rotte balcaniche ed egea. In breve, ma senza tema di smentita, la presunta de-escalation è stata condotta unilateralmente dalla Ue, confondendo aggressore con aggredito, parte lesa con parte offesa, con l’unico obiettivo di rabbonire le tempeste che Erdogan utilizza ciclicamente per propaganda interna e per stringere il cappio liberticida nel proprio paese, ai danni degli oppositori, delle minoranze etniche, delle donne, degli studenti, in un delirio di protagonismo della Turchia nel Mediterraneo e in medio-oriente che non trova alcun fondamento nè nella sua forza economica nè in quella militare. 

Quel protagonismo è esattamente il punto di crisi della politica estera della Ue. Quella sedia mancante ne è esattamente la sua rappresentazione. Continuare a confinare il Mediterraneo nell’angusta strettoia del fenomeno migratorio che, inutile nasconderselo, è per varie ragioni l’unica ossessione delle cancellerie europee, ne dimostra tutto il proprio fallimento, come potenza globale e, ancora più gravemente, anche come potenza regionale. 

Ma ovviamente non è l’unico punto, nè il principale. Europeismo e atlantismo, quante volte ne sentiamo parlare? Nel corso della seconda metà del secolo scorso, pur tra non poche contraddizioni, questi due concetti, queste due coordinate geografiche, sono servite ad intendere una ragione di fondo inequivocabile: lo sviluppo della democrazia, dei diritti umani e politici nella storia dell’umanità. La stessa ragione fondativa dell’Unione Europea non può che essere ricercata in questo spirito. 

Se la democrazia non si esporta allo stesso tempo non può essere merce di scambio di interessi particolari. Io continuo a pensare che fermare i migranti alle frontiere non valga un solo minuto di galera di un oppositore ad un regime, per intenderci. Insomma, nessuna più offesa da subire. 

Nè per odio, nè per paura. Se europeismo significa ancora qualcosa, oggi, la sedia da occupare è quella lasciata libera nel Meditarraneo dalle nostre stesse paure e dalla nostra mancanza di visione.