20
Gen

Rafforzamento del mercato unico: il futuro della libera circolazione dei servizi

Il Rapporto di iniziativa tocca un tema caro alla destra liberale, ossia l’eliminazione di barriere nazionali alla libera circolazione dei servizi affrontata dalla Direttiva Bolkenstein. Il tema e’ estremamente delicato e sensibile per l’Italia, in particolare per la questione delle concessioni balneari (si pensi a tutte le polemiche “no Bolkenstein” degli scorsi anni, con una lobby piuttosto vocale e organizzata), che Lega e altri hanno utilizzato strumentalmente a scopi elettorali. La Relazione aveva un impianto spiccatamente mercatista, molto negativo di critica alla scarsa attuazione della Bolkenstein e chiedeva misure più dure per gli Stati membri che non la applichino in tutte le sue forme, additando come scusa motivi come l’interesse pubblico nazionale per porre ostacoli di ogni tipo. 

L’intervento della shadow S&D Evelyne Gebhardt, insieme a Verdi e GUE, ha ampiamente attenuato queste spinte eccessivamente liberiste, rendendo la Relazione molto più bilanciata e riconoscendo, ad esempio, lo status speciale dei servizi di interesse generale (sanità, servizi postali etc) e la necessità di garantirli nell'interesse pubblico (all’inizio erano additati come scusa da parte degli Stati membri per chiudere alcuni settori alla concorrenza infraeuropea). Sono stati anche inseriti riferimenti al principio del Paese di destinazione, all’importanza di garantire protezione sociale nel settore dei servizi, il ruolo dei sindacati, l’importanza di salvaguardare gli obiettivi ambientali e di sostenibilità, l’importanza di servizi di alta qualità per i consumatori, il ruolo dei lavoratori durante la pandemia, la protezione dei lavoratori distaccati, il ruolo dell’ELA nel far fronte al dumping sociale transfrontaliero, il fatto che la normativa sui servizi debba contribuire agli obiettivi del Pilastro europeo dei diritti sociali.