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Il 28 novembre 2015 si svolgerà a Milano un’iniziativa degli europarlamentari del Partito democratico per parlare e confrontarsi sull’Europa.

Milano, 28 novembre ore 9.30
Edit Your Place, Via Maroncelli 14
Metro: MM2 Garibaldi
Bus: linee 2, 4, 7, 70, 37
MikeMI: bike parking di Piazza XXV Aprile
Treno: Stazione Porta Garibaldi (500mt)

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Clicca sul titolo di ogni tavolo per maggiori informazioni!

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18 thoughts on “”

  1. Un Partito di Sinistra Moderno, non può più solo domandarsi come ridistribuire il reddito, deve saper dare risposte su come ridistribuire il Lavoro. Il progresso tecnologico ha reso obsoleto il lavoro manuale ed intellettuale, non possimamo permetterci il lusso di pensare di risolvere la crisi con le semplici usuali ricette economiche, dobbiamo andare oltre gli schemi e pensare a come incentivare concretamente il lavoro Part-Time. Dopo il Job Act, il Job Sharing: 1 lavoratore a tempi pieno + 1 disoccupato + 1 incentivo = 2 lavoratori part-time !!!
    Lavorare meno per lavorare tutti non deve essere più una utopia, ma una proposta concreta per ridare dignità al mondo del lavoro.
    Il reddito di cittadinanza o minimo non è la soluzione, anzi rischiamo di creare il getto dei Non Lavoratori, mentre tutti devono poter lavorare per il pane.
    PS Sarei venuto volentieri ma … lavoro
    Un sorriso Franco

  2. Peccato di avere ricevuto l’invito il 26. Sarei venuto con piacere.
    Vedo che alcuni rispondono già il 10 Novembre. Peccato di essere nella lista degli ultimi invitati.

  3. l’europa è in una posizione ideale per essere di equilibrio del mondo. Però dovrà essere unita. Purtroppo la storia delle due europe condiziona il futuro della stessa. ho partecipato dal 15 al 21 gennaio 1989 all’Assemblea delle Chiese Europee a Basilea, presiedevano il Card. Martini e il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie sul tema Pace nella Giustizia. Per questo sarà necessario evidenziare anche il tema delle chiese per costruire la pace
    allego documento definitivo di Basilea
    angelo Levati

  4. Buongiorno,
    Ho provato ad iscrivermi ad uno dei tavoli tematici ma non ho avuto conferma dell’avvenuta iscrizione.
    Potete gentilmente inviarmi l’indirizzo mail a cui posso scrivere per controllare l’iscrizione?
    Grazie mille

    1. Non si capisce la durata dei lavori, solo mattina, fino a che ora? Pomeriggio?
      Epoi ho provato ad iscrivermi ad uno dei tavoli tematici ma non ho avuto conferma dell’avvenuta iscrizione.
      Potete gentilmente inviarmi l’indirizzo mail a cui posso scrivere per controllare l’iscrizione?
      Grazie e saluti

  5. Mi sembra un’ottima iniziativa, che spero dia frutti buoni e durevoli.
    Mi sono iscritto per partecipare.
    Enzo Percesepe
    AEDE Lombardia

  6. Mi sembra un’ottima iniziativa, che spero dia frutti buoni e durevoli.
    Mi sono iscritto per partecipare.
    Enzo Percesepe

  7. visto che non potrò esserci,vorrei sapere se fosse possibile avere tutti gli interventi,sia testo PDF e sia Video.E’ Fattibile?mandatemi e-mail di risposta.grazie

  8. Sono segretario generale dell’associazione focus giovani imprenditori europei.
    Sarei molto interessato di partecipare
    Cordiali saluti

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EUROPA SOSTENIBILE

Per la sostenibilità. Economia circolare e nuovi modelli di sviluppo per l’Europa

L’economia mondiale e i modelli di consumo tradizionali non possono andare avanti così come concepiti. Per garantire sviluppo e benessere e dare alle generazioni future la possibilità di godere degli stessi benefici dei quali godiamo noi, la soluzione è un’economia circolare, nella quale i prodotti sono progettati per durare nel tempo e possono essere riparati, riutilizzati e riciclati, e le componenti nocive, di origine fossile o sintetiche sono rimpiazzate da alternative di origine biologica.

Sapreste indicarmi, ognuno per i vostri specifici campi di attività/interesse, cinque idee a costo zero o facilmente realizzabili che potrebbero dare una forte spinta allo sviluppo dell’economia circolare?

Le tre rivoluzioni industriali (fine ‘700), inizio ‘900 (fordismo), dopo la seconda guerra mondiale (informatica), hanno determinato cambiamenti epocali perché proponevano e realizzavano modelli e stili di vita migliori e più facili. Oggi noi parliamo di economia circolare soprattutto come una necessità. Come facciamo diventare l’economia circolare protagonista di una nuova rivoluzione industriale che, oltre alla necessità a doverla attuare, migliori e faciliti anche le nostre vite?

Ricollegandoci alla prima domanda. Uno degli ostacoli all’economia circolare è dato dal problema finanziario a livello macroeconomico. Convertire un sistema economico costa e, soprattutto dopo una lunga crisi come quella attuale, sembra meno facile. È un problema difficilmente aggirabile. La coperta è corta. Dovendo fare delle scelte, quale aspetto della questione, quali misure sacrifichereste nell’immediato e quali invece reputate inderogabili?

Più in generale, come rispondereste agli argomenti di chi ritiene non economicamente sostenibile un’economia circolare?

Venendo a casa nostra: per l’Italia qual è la priorità in questo momento? Quale l’ambito dove siamo più avanti e quale invece, viceversa, quello in cui dobbiamo recuperare terreno perduto?

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EUROPA CHE CRESCE

Davanti all’esplodere della crisi, l’UE ha scelto di non restare ferma. Tutte le scelte intraprese negli ultimi anni puntano a ricostruire una integrazione economica e monetaria su basi più solide e sostenibili. L’Unione bancaria è ormai una realtà consolidata, mentre l’unione dei mercati dei capitali rappresenta uno dei progetti più ambiziosi per i prossimi anni. Il rapporto dei 5 Presidenti ha delineato quali saranno i futuri passi da compiere per una governance economica più forte e democratica. Ma la credibilità di questo processo riformatore non può che venire da un rilancio della crescita e dell’occupazione. Di questo discuteremo con Walter Joffrain, Marcello Messori, Luigi Paganetto e Roberto Tamborini.

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EUROPA CHE CONDIVIDE

La sharing economy è una prospettiva. Non rappresenta una bella utopia, ma uno scenario possibile in grado di rimettere in moto l’economia creativa attraverso la collaborazione e la condivisione di conoscenze, l’abbassamento dei costi di produzione e la costruzione di uno sviluppo sostenibile. E’ una prospettiva economica e sociale. L’Europa risponde per prima al cambiamento e si prende a cuore le problematiche ad essa legate. Il tavolo “Europa che condivide” sarà un’occasione di dialogo sul tema e di confronto per definire le priorità di finanziamento. La Commissione Europa nei prossimi mesi dovrà decidere come utilizzare i 2 milioni e mezzo di euro destinati per il 2016 al progetto pilota “Sharing economy start up iniziative, financing the future of European entrepreneurship” appena approvato. Costruiamo insieme il percorso, condividendo idee e saperi.

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EUROPA PER LA PACE E LA STABILITÀ

Lo scenario internazionale nel quale dovrà muoversi l’UE nei prossimi anni è quanto mai complesso: le crisi si susseguono rapidamente e richiedono risposte adeguate in tempi molto stretti. La politica estera di vicinato guarda verso due fronti: a est, occorre lavorare per rivedere le relazioni con la Russia, partner commerciale di primo piano ma anche potenza che non vuole cedere terreno sulla propria area di influenza geopolitica. A sud lo scenario complesso del Nord Africa si divide fra Paesi dal sistema politico solido come il Regno del Marocco e realtà completamente destabilizzate come la Libia. In queste direzioni dobbiamo costruire una “Europa per la pace e la stabilità”, analizzando, sotto diversi aspetti, il grande tema del terrorismo internazionale e del terrore che ormai cresce nelle città europee e la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo.

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EUROPA DIGITALE

Il Digitale: L’Europa connessa, inclusiva, attrattiva

Siamo sempre più connessi, ci svegliamo al suono di un piccolo computer tascabile, che ci accompagna tutti i giorni e diventa sempre più necessario. In futuro questo trend aumenterà sempre di più e la tecnologia sarà sempre più pervasiva.
Il digitale offre delle enormi opportunità per le regioni che sono in grado di coglierle, ma anche delle grandi sfide, dal cui superamento deriva il successo o l’insuccesso di parti importanti dell’economia.
L’Unione Europea ha deciso di mettere il digitale tra le sue priorità per i prossimi anni, affrontando argomenti come il completamento del Mercato Unico Digitale, il roaming e gli investimenti in infrastruttura. L’efficacia delle proposte europee dipenderà fortemente dalla contemporanea azione di tutti i livelli di governo, che devono creare le condizioni per uno sviluppo rapido e armonioso.
Il tavolo affronterà le sfide legate all’innovazione digitale e cercherà di capire quali caratteristiche regolatorie, ambientali, di competenze e livello di investimenti siano necessarie per affrontare con successo l’economia e la società del futuro.
Cosa sta progettando l’Europa in termini di sviluppo di servizi digitali? Perché’ altri paesi sono più avanzati? Che lezioni si possono imparare e quali soluzioni si stanno trovando?

Partecipanti:
– Gianluca Dettori (CEO – PIXEL)
– Alberto Dalmasso (CEO – Satispay)
– Luca De Biase (Giornalista – Il Sole 24 Ore)

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EUROPA CHE FA EDUCAZIONE

MODERATORE: dott.ssa Maria Pia Bucchioni

SINTESI:
Per una crescita intelligente, sostenibile e solidale, l’Europa è impegnata nel miglioramento di accessibilità, qualità, pertinenza dei sistemi di istruzione e di formazione. Molti sono gli obiettivi che i paesi membri devono raggiungere entro il 2020, riducendo il tasso di dispersione, offrendo a tutti i cittadini opportunità di apprendimento permanente, ampliando l’istruzione terziaria professionalizzante e aumentando il numero di laureati, istituendo un registro nazionale delle qualifiche collegato all’EQF, per garantire sia il riconoscimento delle competenze, anche non formali ed informali, sia la loro confrontabilità e, quindi, la mobilità, promuovendo la dual education e il rilancio dell’apprendistato anche in alta formazione e, soprattutto nel nostro paese, riducendo le differenze territoriali.

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PARTECIPA
* campo obbligatorio

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EUROPA CHE INNOVA

La ripresa si consolida, secondo l’Eurozone economic outlook degli istituti di statistica italiano Istat, tedesco Ifo e francese Insee. Il Pil dell’eurozona accelererà al +1,6% nel 2015. Segnali positivi, ma non sufficienti, l’Europa ha bisogno della propria economia reale per sostenere ripresa economica e occupazione. E’ necessario e urgente promuovere una politica industriale europea poiché l’industria genera servizi, lavoro e capacità d’innovare e rappresenta l’80% delle esportazioni europee. La sfida è di rafforzare il comparto manifatturiero attraverso una strategia europea comune che ponga al centro l’innovazione e la sostenibilità.

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EUROPA DI QUALITÀ

L’Europa, il “made in” ed il ruolo dei consumatori

Da sempre l’Italia è sinonimo di bellezza, arte, cultura e di prodotti di qualità che spesso riassumono un know how radicato nelle nostre comunità e tradizioni secolari. La globalizzazione rappresenta un’opportunità di crescita per l’Italia e l’Europa ma servono regole chiare a difesa della qualità dei prodotti e dei diritti dei consumatori. Tutela del Made In, difesa delle indicazioni geografiche europee e loro possibile estensione anche ai prodotti non agricoli, lotta alla contraffazione ed alla concorrenza sleale, politiche di promozione del nostro export, sistemi efficaci di tracciabilità dei prodotti per una catena del valore globale sempre più trasparente. Tutti questi ed altri temi saranno sviluppati ed approfonditi nel tavolo “Europa di qualità” grazie al contributo di ricercatori, esperti, produttori e rappresentanti delle istituzioni. L’Europa nel XXI secolo deve restare un luogo di produzione di beni di qualità e non trasformarsi in una piattaforma commerciale: solo con la valorizzazione delle nostre eccellenze e scommettendo sull’innovazione, l’Europa potrà tornare a crescere, ritrovare competitività ed essere protagonista a livello internazionale.

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EUROPA DI BELLEZZA E STORIA

La governance del turismo
PUBBLICO O PRIVATO: come migliorare la collaborazione.

Il turismo è una competenza che si articola in una lunga serie di livelli istituzionali (UE, Stati membri, regioni, comuni) e con molti interlocutori del settore privato. Tale settore per la sua grande trasversalità presenta difficoltà nel coordinare le diverse competenze coinvolte. Alla luce della sua rapida evoluzione è necessario agire con efficienza e duttilità, utilizzando strumenti adeguati per affrontare le sfide presenti e future.

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EUROPA CHE COMMERCIA

Il 14 ottobre 2015, la Commissaria al commercio, Cecilia Malmstrom, ha presentato il documento strategico su cui dovrà basarsi la politica commerciale dell’UE.
Questo testo, che prende le mosse dal dibattito suscitato attorno al tema del TTIP, disegna una politica commerciale meno orientata al business e più attenta ai temi della trasparenza, della sostenibilità.
Negli ultimi anni l’interesse per le politiche commerciali si è intensificato, e un pubblico sempre più ampio guarda con attenzione alla politica commerciale e si preoccupa dell’impatto che questa può avere sulle regole in materia di protezione dei consumatori o sul mercato del lavoro.
E’ importante che il dibattito attorno a questi temi divenga sempre più centrale anche a livello nazionale. Il tavolo sarà strutturato in due diversi momenti: il primo sarà dedicato al TTIP, mentre nel secondo parleremo più in generale della strategia commerciale della Unione Europea.

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EUROPA DELLE REGIONI E DELLE CITTÀ

Dopo il 2020. Quale futuro per la Politica di Coesione

Il 2020 sarà un anno cruciale, che può rappresentare uno spartiacque nel futuro delle strategie per la crescita in Europa. È il termine ad quem della strategia Europa2020, che ha caratterizzato le politiche europee degli ultimi anni. Allo stesso tempo, rappresentano la conclusione sia del Quadro finanziario pluriannuale che del ciclo di programmazione dei fondi della politica di coesione. A quell’appuntamento è obbligatorio arrivare con un bagaglio di analisi e di conoscenze, da mettere sul tavolo della discussione per indirizzare sia le scelte strategiche, in materia di obiettivi da conseguire, sia quelle budgetarie, per disporre di risorse adeguate, evitando gli errori commessi con la strategia EU2020 che, possiamo dire fallimentare, anzitutto per lo squilibrio tra obiettivi da conseguire e mezzi a disposizione.

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EUROPA CHE LAVORA

Le politiche sociali e il sostegno al mondo del lavoro

Il tavolo “Strumenti di welfare Europeo” affronterà alcuni temi chiave in discussione al Parlamento europeo nell’ambito delle politiche sociali e a sostegno del lavoro. La crisi economica degli ultimi anni ha avuto un grave impatto in termini occupazionali nell’Unione europea, in maniera fortemente disomogenea non solo tra i vari paesi membri, ma anche tra le diverse generazioni. Durante la discussione saranno affrontati il tema della riforma di Garanzia Giovani; la nuova raccomandazione europea sui disoccupati di lungo periodo; la creazione di un pilastro dei diritti sociali che serva da motore per una maggior convergenza delle economie europee e l’ambiziosa proposta di un sussidio europeo contro la disoccupazione come recentemente rilanciato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.

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